Il microbioma del cuoio capelluto contribuisce all’equilibrio dell’ambiente in cui crescono i capelli. Questa comunità comprende batteri, principalmente Cutibacterium e Staphylococcus, e lieviti del genere Malassezia. Conoscerne le caratteristiche può aiutare a orientare la scelta di trattamenti personalizzati quando compaiono forfora, prurito o desquamazione.
Come i cosmetici modificano il microbioma del cuoio capelluto
In uno studio pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology, 56 donne hanno utilizzato ogni giorno un siero per il cuoio capelluto. Sono state misurate le variazioni del microbioma del cuoio capelluto prima, durante e dopo il trattamento in 56 partecipanti. I microbiomi batterici e fungini sono stati valutati mediante sequenziamento degli ampliconi 16S rRNA e ITS2 e sono stati analizzati parametri chiave del cuoio capelluto quali spessore, intensità, umidità e pH.
I risultati mostrano un aumento significativo del rapporto tra carica batterica e fungina dopo 4 e 12 settimane di utilizzo del prodotto rispetto al valore basale, determinato principalmente dall’aumento della carica batterica. Anche la diversità fungina (Shannon Index) è aumentata dopo 4 e 12 settimane di utilizzo del prodotto rispetto al valore basale, mentre l’analisi della beta-diversità ha mostrato uno spostamento significativo nella composizione batterica. Sono stati evidenziati un aumento significativo di Cutibacterium namnetense e Cladosporium sp ed una correlazione negativa significativa tra Malassezia sympodialis e lo spessore del cuoio capelluto, con ulteriori tendenze non significative che collegano la composizione microbica all’idratazione e al pH.
In sintesi, questi risultati avvalorano la modulazione del microbioma come strategia centrale per la cura del cuoio capelluto di nuova generazione. Puntare su cambiamenti mirati del microbioma, piuttosto che su effetti antimicrobici di ampio raggio, rappresenta quindi una strategia di sviluppo promettente in ottica di migliorare l’approccio alla salute del cuoio capelluto.
Analisi del microbiota e scelta del trattamento personalizzato
In questa ottica di personalizzazione è cruciale l’analisi di marcatori specifici del microbiota alle informazioni sulla persona, alle caratteristiche del cuoio capelluto e alle sue abitudini. Un marcatore è un segnale misurabile, per esempio la quantità di DNA riferibile a un determinato microrganismo. Letto in questo contesto, aiuta il professionista a scegliere a che cosa dare priorità nel trattamento cosmetico.

L’anamnesi e l’analisi con tricocamera possono non essere sufficienti a definire con precisione l’origine della problematica (Esempio 1), quindi l’analisi di marcatori specifici del microbiota consentono di definire con più precisione la strategia di trattamento più efficace.
È così che intendiamo la personalizzazione: scegliere il trattamento con un obiettivo preciso e adattarlo alla risposta individuale. Rendere più efficace la gestione delle problematiche dei capelli e del cuoio capelluto è l’obiettivo di questo approccio.
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